Giovanni Boccaccio - Il Decameron - Londra 1725 (magnifica ristampa della giuntina del 1527)

BOCCACCIO GIOVANNI.  Il Decameron di messer Giovanni Boccaccio. Del 1527. (Londra, per Tommaso Edlin, 1725).

Cm. 21,5, cc. (11) 284 (6) + pp. 49 (5). Con una bellissima antiporta e uno splendido ritratto di Boccaccio incisi finemente in rame. Doppio frontespizio; il primo riproduce quello della giuntina del 1527, il secondo lo riproduce al recto e, al verso, reca l'effettiva indicazione di luogo, tipografo ed anno e la marca tipografica dell'Edlin. Bella legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli in oro al dorso e tagli spruzzati. Ottimo esemplare, privo di difetti e stampato su carta di gran pregio. Magnifica e rara ristampa settecentesca della celebre "ventisettana" giuntina del Decameron oramai letteralmente introvabile nel mercato antiquario. La giuntina del 1527 fissò il testo boccacciano sino all'edizione del Manelli del 1761, divenendo un simbolo della libertà della Repubblica fiorentina, in quanto, come scrisse Ugo Foscolo, quasi tutti coloro che vi lavorarono (Bernardo Segni, Pier Vettori, Baccio e Bartolomeo Cavalcanti, Francesco Guidetti) morirono combattendo contro i Medici (cfr. Bacchi della Lega, Serie delle edizioni delle opere di G. Boccaccio, p. 36). Annota il Gamba (186): «Paolo Rolli si prese cura di questa ristampa in cui è ricopiata la "ventisettana" parola per parola, linea per linea.». Cfr. anche Iccu; Brunet, II, 1003; Graesse, I, 451.