Gian Rinaldo Carli - Delle lettere americane - Cosmopoli 1780 (rara e ricercata prima edizione)
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Gian Rinaldo Carli - Delle lettere americane - Cosmopoli 1780 (rara e ricercata prima edizione)

CARLI GIAN RINALDO.  Delle lettere americane. Cosmopoli (ma Firenze), s.n., 1780.

Due volumi di cm. 18,5, pp. 275 (11); 318 (10) [manca nel secondo volume, come accade frequentemente, la tavola fuori testo]. Belle vignette incise nei due frontespizi calcografici. Ottima legatura strettamente coeva in piena pergamena rigida con titoli in oro su tassello in pelle rossa; tagli rossi. Trascurabili segni del tempo, sporadiche e lievi arrossature. Esemplare nel complesso ben conservato. Rara e ricercata prima edizione, edita a Firenze col falso luogo di Cosmopoli in forma anonima. L'opera, strutturata in forma epistolare secondo la prassi abituale di tanta trattatistica settecentesca, è “alquanto fantastica, ma tuttavia notevole per la concezione, forse ispirata dal Vico, dell'uniformità di sviluppo nei popoli" (Ettore Rota in Enciclopedia Italiana, IX, 30). Compiendo un'ardita ricognizione etnografica sulle origini delle popolazioni indigene del continente americano, Carli confuta l'idea vulgata delle forme di vita retrograde dei nativi americani, proponendo invece l'America come un grande modello di libertà e tolleranza. Vengono inoltre confutate le ricerche di de Pauw sui popoli americani, tra cui l'Autore mostra di ammirare particolarmente quelli stanziati nel Perù, e, con congetture fantastiche svolte ampiamente nell'ultima parte, si fa risalire alla mitica Atlantide l'origine di tali popolazioni. Pieno di ammirazione per i leggendari ordinamenti politici peruviani, Carli vi proietta le proprie convinzioni politiche, esaltando il dispotismo filantropico e la bontà dell'economia regolata dallo stato. Fra le singolari dissertazioni intercalate nell'opera ricordiamo almeno quelle sulla venuta di Cortes in Messico, sul raffronto tra il valore dimostrato dai popoli del Messico e quello degli antichi Persiani, sui palazzi di Montezuma, sui sacrifici umani praticati dalle popolazioni precolombiane, sulle vergini adibite a sacerdotesse del culto solare, sui matrimoni e sulle principali usanze nel Perù, sulle cognizioni astronomiche, dei giochi in uso presso tali popoli, delle loro piramidi, etc. Gian Rinaldo Carli (Capodistria 1720 - Milano 1795) fu una delle più dinamiche figure del nostro Illuminismo, insieme a Beccaria e ai fratelli Verri. Lasciò traccia di sé come erudito, archeologo, numismatico, naturalista, letterato, economista, giurista, cultore di lingue classiche e semitiche, storico, polemista e uomo politico. Cfr. Iccu; voce C. curata da Elio Apih in D.B.I., XX, 1977; Sabin, 10911; Melzi, II, 111; Howes, C - 149: "Confutes de Pauw's Recherches... sur les Americains, and ascribes the origin of the American natives to the Atlantides"; Field, 243: "American Letters, in which are discussed the origin, and the civil and political state of the ancient inhabitants of America; the great epochs of nature, etc."; Venturi, Illuministi Italiani, III, 432; Brunet, Table, 28476. Non censito in Kress ed Einaudi.

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