Francesco Milizia - Memorie degli architetti antichi e moderni - Parma 1781 (prima edizione Bodoni)
Memorie degli architetti antichi e moderni. Terza edizione accresciuta e corretta dallo stesso Autore. Parma, dalla Stamperia Reale (Bodoni), 1781.
Due volumi di cm. 21, pp. (12) xcic (1), 371 (1); (4) 436. Una diversa vignetta incisa in rame a ciascun frontespizio. Elegante legatura ottocentesca in mezza pelle verde con titoli e filetti in oro al dorso. Piccola macchietta d'inchiostro (pochi mm.) nella parte alta del frontespizio del primo volume. Esemplare fresco, a carte candide e ben conservato. Prima edizione bodoniana di quest'opera che vide la luce anonimamente nel 1768 a causa della censura papale. Francesco Milizia (1725-1798), nativo di Oria nel brindisino, si occupò di lavori scientifici e letterari prima di dedicarsi interamente all'architettura, divenendo un rigoroso teorico del neoclassicismo. Secondo Milizia la bellezza dell'architettura non è da cercarsi nella moda, né nell'autorità degli architetti del passato, né nella soggezione ai monumenti più celebri, bensì in alcuni principi positivi, costanti, inalterabili perché derivanti dalla natura stessa della cosa. “Bottari, come curatore della riedizione commentata delle Vite di G. Vasari (1759-61), costituì un naturale riferimento per il grande progetto biografico del M., anche se la tendenza a una trattazione meno prolissa ed estesa agli architetti più importanti di tutti i tempi lo orientò verso altre fonti e altri autori, come l'architetto veneziano Tommaso Temanza […]. Straordinarie capacità di compendiatore manifestate dall'esordiente M. non solo nei confronti dell'opera di Félibien, riguardante gli architetti dall'antichità fino al XIV secolo, ma anche delle Vite di Vasari, di Baldinucci e di altre più eterogenee come quelle di Vincenzo Scamozzi e Vincenzo Vittoria, scritte appositamente da Temanza, e quelle di Alessandro Pompei e Girolamo Dal Pozzo, le sole riguardanti personaggi viventi”. (cfr. Dizionario Biografico degli italiani, volume 74, 2010, voce curata da Tommaso Manfredi). Cfr. anche Iccu; Brooks 189; Cicognara (2324): “Questa è la migliore edizione di quest'opera in cui sono infinite ottime nozioni, e profondissima critica”; De Lama, II, p. 19-20; Brunet, III, 1714; Graesse, IV, 523.
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