Pietro Giannone - Istoria civile del regno di Napoli | Opere postume - 1753/55

GIANNONE PIETRO.  Istoria civile del regno di Napoli … Con accrescimento di note, riflessioni, medaglie, e molte correzioni, date e fatte dall’Autore, e che non si trovano nella prima edizione. Haya, a spese di Errigo-Alberto Gosse e Comp., 1753.

Pp. xxxii, 524; viii, 573 (1) + 1 c.b.; viii, 564; xii, 560.Segue: GIANNONE PIETRO. Opere postume … in difesa della sua storia civile del regno di Napoli. Con in fine la di lui Professione di fede. Palmyra (Lucca ?), all’Insegna della Verità, 1755. Pp. xii, 303 (1); 84 (46). Cinque volumi di cm. 24,5. Ritratto di Giannone all’antiporta del primo volume, ritratto della dedicataria Fiorenza Ravagnini Vendramin nelle Opere postume, una tavola f.t. di medaglioni. Frontespizi in rosso e nero, graziosi capilettera e alcune belle testatine xilografiche. Legatura coeva in piena perg. rigida con titoli in oro su tass. al dorso; tagli spruzzati. Mancanze marginali ai tasselli, piccoli segni del tempo alle legature, lievi e naturali fioriture dovute alla qualità della carta, macchiette sparse. Esemplare nel complesso in buono stato di conservazione, genuino e marginoso. 1) Pietro Giannone (1676-1748), nativo di Ischitella di Puglia, impiegò circa venti anni di studio e ricerca per compilare e dare alla luce questo imponente lavoro dedicato alla storia del regno di Napoli. L’opera ebbe grandissima circolazione, ma creò scandalo nelle gerarchie ecclesiastiche romane tanto da essere messa all’Indice e condannata al rogo. Giannone infatti dimostrò storiograficamente l’origine storica del papato e la genesi terrena (e assai poco divina) dei poteri arrogatisi da questo nel regno di Napoli. L’A. stesso fu perseguitato, costretto a espatriare e infine incarcerato a vita. Seconda edizione, aumentata e corretta rispetto alla rarissima prima, pubblicata nel 1723 e andata distrutta per le sopraccitate vicende. 2) Prima edizione delle opere postume del Giannone contenente l’Apologia dell’Istoria civile di Napoli e la Professione di fede dedicata al gesuita Giuseppe Sanfelice, spesso mancante. Così Brunet (II, 1584): “La profession de foi de l’auteur ne se trouve pas dans tous les exemplaires de l’edition de 1755, publiée sous l'indication de Palmyra”. Raro, soprattutto da trovarsi completo di tutte le parti presenti nel nostro esemplare. Questa fu definita la “migliore edizione” da Benedetto Croce. Cfr. anche Iccu; Graesse, III, 79; Lozzi, 2965.

COD. (N51)