Un caposaldo del diritto internazionale: Ugo Grozio - De jure belli ac pacis - Amsterdam 1712
De jure belli ac pacis libri tres, in quibus jus naturae & gentium, item juris publici præcipua explicantur. Cum annotatis auctoris, ex postrema ejus ante obitum cura. Accesserunt ejusdem dissertatio De mari libero, & libellus singularis De aequitate, indulgentia, & facilitate, nec non Joann. Frid. Gronovii V. C. notae in totum opus De jure belli ac pacis. Amstelodami, ex Officina Wetsteniana, 1712.
Cm. 20, pp. (10) xxxiv, 946 (94). Con il ritratto di Grozio e antiporta allegorica finemente incisi in rame f.t., frontespizio in rosso e nero. Bellissima legatura strettamente coeva in piena pelle; dorso a 4 nervi con titoli su tassello in marocchino e ricchi fregi in oro agli scomparti. Tagli spruzzati. Qualche sporadica e leggera arrossatura, trascurabile forellino al margine interno delle carti finali. Esemplare nel complesso ottimamente conservato. Opera principale di Ugo Grozio (1583-1645), considerata dalla storiografia come fondamento del giusnaturalismo (dottrina che impone il diritto naturale come punto di partenza di ogni riflessione giuridica) e del diritto internazionale. Più in generale il De jure belli può essere considerato come una delle più importanti ed influenti opere dell'intera età moderna. L'opera ha come scopo principale combattere la forza cercando la stabilità e la certezza nel diritto, declinando in modo laico la teoria della guerra giusta e affermando il principio che tutte le nazioni siano legate dal principio del diritto naturale. Grazie a quest'opera «il diritto delle genti non dipende più soltanto dalla teologia, ma dalla ragione umana e dalla natura sociale dell'uomo. Guerra, trattati, commercio, responsabilità: tutto può essere sottoposto a regole» (cfr. G.P.Solari, Da Grozio al mondo instabile. Libero arbitrio, n. 15, agosto-dicembre 2025, p. 10). In fine troviamo pubblicata anche la celebre dissertazione “De mare libero” in cui Grozio formulò il principio innovativo secondo il quale il mare fosse territorio internazionale e tutte le nazioni fossero libere di commerciare attraverso le rotte marittime. Questa raffinata edizione olandese è corredata dalle importanti annotazioni critiche del celebre filologo tedesco Johann Friedrich Gronov (1611-1671). Cfr. Iccu; Brunet, II, 1765; Graesse, III, 162; Sapori, Antichi testi giurici, pp. 301-302, menziona altre edizioni.
Altri libri per "diritto" o "diritto internazionale"
Cicerone - De legibus libri tres - Cambridge 1727 (bellissima legatura coeva)
CICERO MARCUS TULLIUS. De legibus libri tres. Recensuit ac Petri Victorii, Paulii Manucii, Joachimi Camerarii, Dionysii Lambini et Fulvii Ursini notis, suas adjecit Joannes Davisius, accedit Hadriani Turnebi commentarius. Cantabrigiae, typis Academicis, sumtibus Corn. Crownfield, 1727SCHEDA COMPLETA
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