Muratori - Dei difetti della giurisprudenza - Venezia 1742 (rarissima prima edizione - in folio)
Dei difetti della giurisprudenza. Trattato dedicato alla santità di Benedetto XIV pontefice massimo. In Venezia, presso Giambattista Pasquali, 1742.
Cm. 35,5, pp. (8) 184 + 1 carta bianca. Bella vignetta xilografica al frontespizio in rosso e nero. Legatura strettamente coeva in cartonato alla rustica con nervi passanti. Trascurabile strappetto, senza alcuna mancanza di carta, al margine esterno del frontespizio. Segni del tempo (piccoli strappetti al dorso e imperfezioni alle estremità dei piatti) limitati alla legatura, peraltro esemplare internamente freschissimo e ben conservato, ad ampi margini, caratterizzato da carte candide e prive di fioriture/aloni. Ludovico Antonio Muratori (1672-1750), nativo di Vignola (Mo), fu personaggio di primo piano nella costellazione dell'intellettualità settecentesca italiana e profuse il suo impegno in quasi tutti i campi della conoscenza. Viene ad oggi considerato autorevole esponente dell'illuminismo moderato e cattolico, nonché il padre della storiografia italiana. Questo vero e proprio capolavoro influenzò in modo determinante la dottrina giuridica italiana del Settecento e soprattutto i nascenti processi di codificazione (es. codice estense e codice toscano). L'intento dell'Autore consiste nel cercare di rendere evidente l'esigenza di reductio ad unum, quindi di codici che ponessero un ordine sistematico alle numerose fonti di diritto vigenti. Il trattato spazia dall'indagine sopra i concetti di giustizia, legge, giurisprudenza e legislazione, a temi strettamente tecnici come prescrizione, usucapione, fideicommissi e sostituzioni. Rarissima e ricercata prima edizione (la seconda edizione fu stampata nel 1743 presso i medemimi torchi ma in piccolo formato come tutte le successive). Così Sorbelli (Bibliografia muratoriana I, 154): «In questo libro il M. tratta metodicamente della giurisprudenza come pratica civile e passa in rassegna i vizi che la deturpano, consigliando infine nuove codificazioni». Cfr. Iccu; Edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, II,1, p. 355.
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