Ludovico Antonio Muratori - Della perfetta poesia italiana - Modena 1706

MURATORI LUDOVICO ANTONIO.  Della perfetta poesia italiana spiegata, e dimostrata con varie osservazioni. In Modena, nella stampa di Bartolomeo Soliani stampator ducale, 1706.

Due volumi di cm. 23, pp. xii, 599 (1); xii, 483 (1) + (8) [le 8 pagine n.n. in fine, contengono l'aggiunta al secondo volume con una raccolta di sonetti di Giovanni Battista Zappi]. Alcuni bellissimi capilettera istoriati. Legatura coeva in piena perg. rigida con titoli ms. al dorso. Macchiette e minime tracce d'uso alle legature, fioriture sparse, lievi e sporadici aloni (soprattutto all'angolo della seconda metà del secondo volume). Esemplare nel complesso genuino e in buono stato di conservazione. Ludovico Antonio Muratori (1672-1750), nativo di Vignola, è considerato il padre della storiografia italiana. Così la voce M. a cura di Giorolamo Imbruglia a proposito di quest'opera (Dizionario Biografico degli Italiani, volume 77): "Il Della perfetta poesia italiana apparve a Modena nel 1706. Per cogliere la verità della poesia Muratori propose non esempi ma «difetti» da evitare (I, 2); insofferente per il gretto purismo e attento alla lingua come fenomeno dinamico, polemizzava contro la rigidità del classicismo arcade e contro i trattati rinascimentali e del marinismo. Nell'arte risplende un aspetto della verità del mondo (I, 5), dal quale deriva una nuova percezione della realtà (I, 6), che il poeta deve «perfezionare» (I, 8), e le azioni umane vi hanno così senso universale (I, 8-12). Contro il razionalismo cartesiano e la tesi del rispecchiamento, trovò la radice della poesia nell'espressione di uno stato d'animo da parte del «furore poetico», secondo l'espressione largamente usata. Il libro II studia l'ingegno e il giudizio. Vi prevale il compromesso arcadico. L'ingegno produce le metafore e la poesia; il giudizio circoscrive il bello e produce la prosa. Il III libro analizza l'arte non come diletto, ma come utile (III, 7 e 1) e come «soggetta alla politica, come parte o ministra della filosofia de' costumi» (III, 1)". Non comune prima edizione. Cfr. Iccu; Gamba, 2359.

COD. (N104)