Paolo Medici - Riti, e costumi degli ebrei confutati - Venezia 1742

MEDICI PAOLO.  Riti, e costumi degli ebrei confutati ... Coll'aggiunta di una lettera all'universale del giudaismo. Compilata colle riflessioni di Niccolò Strata già rabbino ebreo, e poi cattolico romano, nella quale coll'autorità degli scrittori più accreditati. In Venezia, presso Antonio Bortoli, 1742.

Cm. 17, pp. xvi, 352. Legatura coeva in piena pergamena rigida con titoli manoscritti al dorso. Trascurabile fenditura a una cerniera, sguardia anteriore assente, antica fascetta di rinforzo al margine interno bianco della prima carta, sporadiche macchiette (una delle quali più evidente al frontespizio) e fioriture sparse. Nel complesso buon esemplare. Paolo Medici (1671-1738), linguista e teologo livornese di origini ebraiche, tentò una confutazione sistematica di religione, riti e costumi degli ebrei. "l testo che tuttavia condensa in modo completo queste posizioni è senza dubbio i Riti e costumi degli ebrei confutati (Firenze 1736), che vide numerose ristampe negli anni successivi. L'opera, strutturata in 33 capitoli, fu scritta in aperto contrasto con l'Historia dei riti ebraici (Venezia 1638), con la quale il noto rabbino veneziano Leone Modena aveva voluto divulgare nel secolo precedente gli usi e i costumi del suo popolo. Il libro del M. offre un'ampia panoramica di tutti gli stereotipi antiebraici, soffermandosi su un'analisi particolareggiata della ritualità, mostrata come il frutto di superstizioni e di stregoneria, e riportando in auge il ben noto tema dell'«accusa del sangue». In particolare, nel capitolo 32, preceduto dalla Lettera scritta agli ebrei d'Italia in cui egli narra la sua conversione, il M. si sofferma sulla negazione della venuta del Messia come prova centrale dell'ostinazione di un popolo profondamente avverso ai cristiani. Tali posizioni suscitarono le vive proteste delle comunità ebraiche. Già nel 1697 fu presentato al S. Uffizio un memoriale, stampato lo stesso anno dalla tipografia della Camera apostolica e firmato dal rabbino della comunità romana Tranquillo Vita Corcos, in cui si denunciavano le invenzioni del M. riguardo alla «misera natione giudaica». Nel lungo termine il memoriale non ebbe l'esito sperato, dal momento che, sebbene con trent'anni di ritardo, l'opera del M. fu data alle stampe in un periodo di rinnovata recrudescenza delle politiche proselitistiche nei confronti degli ebrei." (Dizionario Biografico degli Italiani, volume 73, voce curata da Lisa Saracco). Cfr. Iccu.

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