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Brani scelti: CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere: diario, 1952.
Brani scelti: ELIAS CANETTI, Quando si diventa vecchi si commentano i grandi libri, (La tortura delle mosche, Adelphi, 1993).
Brani scelti: NADINE GORDIMIER, Beethoven era per un sedicesimo nero, (Milano, Feltrinelli 2008).
Brani scelti: LUIGI PIRANDELLO, Il fu Mattia Pascal, 1904.
Il titolo è redazionale, cioè mio. Insulso, ma rende l'idea: è quel che si direbbe un titolo didascalico. Non a effetto: l'effetto lo lascio volentieri tutto alla lettura del brano. Lui è una delle menti più disincantate e lucide, ciniche e malinconiche, acute e ironiche del Novecento: ma dalle sue parole emerge sempre la seduzione dell'arte, della letteratura per le intelligenze della mente e del cuore.
A leggerle e rileggerle, queste pagine, vien voglia di chiosarle all'infinito, percorrendo la storia di quegli anni con titoli di libri, con pagine di diario, con epistolari o carteggi tra quei grandi protagonisti di una stagione irripetibile.
Brani scelti: FRIEDRICH NIETZSCHE, Umano, troppo umano II, 1879/80.
Brani scelti: FRANZ KAFKA, Diari 1910-1923.
Brani scelti: BERTOLT BRECHT, Vita di Galileo, 1938-56.
Brani scelti: UMBERTO ECO, Lectio magistralis alla Fiera del Libro di Torino, 2007.